Uffa oggi è lunedì: Diga e auto; suggerimento per una visita: Le Vigne del Malina; niente profughi dalla Sicilia; San Quirino; Lavoro e Lignano

Lavoro

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Niente profughi

Seminascosta nelle pagine regionali, abbiamo letto sul Messaggero che il Sindaco Benigno ha detto no ad ospitare immigrati che provengano dagli sbarchi in Sicilia; mancano le condizioni e gli alloggi ha scritto.

Diga e auto

Francamente, visti i tempi annunciati, pensavamo di dover cambiare il tormentone settimanale della diga, sostituendolo con quello dell’Odeon chiuso. Però a quanto pare Ferrovia e ditta incaricata se la stanno prendendo comoda e quindi anche questa settimana mettiamo la foto della diga e, visto che esiste anche il problema delle auto abbandonate, facciamo una proposta. Perché non buttiamo le auto sopra la diga  così quando viene la chiatta si porta via tutto? Auto e legname? Due piccioni….  🙂

diga con auto

San Quirino

Suggeriamo a Pro Latisana e Angelo Valvason di andare a San Quirino (4.000 abitanti) venerdì 18 luglio…………..

I vini troppo buoni di “Le Vigne del Malina”, a Orzano (Udine)

Il non problema di questa azienda è che fa vini troppo buoni. Siamo nella piana a est di Udine, a metà strada tra il capoluogo e Cividale del Friuli e a ridosso delle prime colline dei Colli Orientali; la strada è poco trafficata, il paesino di Orzano era  famoso per la Banda e oggi per questa azienda, ben segnalata e che porta qui anche visitatori occasionali, che poi diventano clientela abituale. Azienda da una parte della strada, spaccio e punto ristoro dall’altra, con in mezzo un dolce paesaggio che guarda verso nord e verso le montagne, da dove arriva la bora e, spesso, molta pioggia. L’azienda prende il nome dal Torrente Malina che abbiamo attraversato arrivando da ovest; le Vigne del Malina sono condotte dal proprietario Roberto Bacchetti, venuto dal Venezuela per fare quello che più gli piaceva fare, ovvero  coltivare la terra della famiglia e fare un vino superiore alla media. Molto superiore. Prima di parlare dei vini, diciamo che la casa spaccio è nuovissima, offre spuntini freddi con selezione di affettati e formaggi e naturalmente assaggio dei vini e i medesimi in bottiglia per asporto. I Vini sono solo sei, tre rossi e tre bianchi, che diventano nove con la scelta, per i bianchi, di fare una linea con macerazione più spinta, chiamata Aur, Oro, dal colore che prendono dopo aver passato più tempo a contatto con le bucce. Scelta aziendale è quella di mettere sul mercato i vini dopo un lungo periodo di attesa: scordatevi quindi i vini di facile beva, e preparatevi a gustare un bicchiere raro e prezioso, per ogni scelta che facciate. Per i rossi, per esempio, oggi in vendita ci sono il Merlot 2008, il Refosco d.p.r. 2008 e il Cabernet  Franc 2009, e non è detto che troviate tutte le annate: vengono messe in etichetta solo quelle ottime, e per il resto si sceglie di andare su mercati più lontani, in modo da mantenere altissima la linea di scelta della clientela; è la filosofia di Vigne del Malina, dove si fa il vino che piace e che deve essere come lo si desidera; in caso diverso non viene messo in vendita. Scelte difficili da sostenere, ma che alla lunga pagano anche se in Italia, a differenza della Francia, siamo poco abituati a scegliere i vini in base all’annata, mentre da noi spesso si tende a chiedere il “vino” di quella azienda, sorvolando sul fatto che ogni annata è diversa dalla precedente. Discorso complicato. Questo vale soprattutto per i vini rossi, mentre i vigneti di bacca bianca offrono maggiore stabilità organolettica: per i tre bianchi, Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon, oggi è in vendita il 2010 e in autunno si troverà il 2011. Per la linea macerata, Aur,  oggi in vendita il 2009, niente 2010 non adatto e il 2011 lo troverete tra un anno. C’è da rimanere a bocca aperta, sia metaforicamente che in degustazione, per queste scelte e questi vini. Vigne del Malina guarda all’annata oltre che la mercato: il 2010 è da valutare, il 2011 si presume sarà superlativo, il 2012 ancora non si sa, deve maturare e sprigionare la sua potenzialità ancora (stiamo parlando dei rossi). I vigneti sono tutti in zona, dieci ettari circa, c’è un impianto sotto terra di irrigazione e pertanto il soccorso viene fatto autonomamente; si predilige una sovra maturazione delle uve, con una particolare attenzione alla botrite, essendo il clima autunnale umido in assenza di vento; vendemmia manuale e terreno con molto scheletro. Lo spaccio vetrina svolge bene al sua funzione, con molta vendita, anche se la località non è su una strada a grande traffico; il mercato e prevalentemente americano ( 30-40%) e soprattutto Californiano, poi Italia, Cina e altri paese  emergenti. In Italia il mercato è difficile, vuoi per la crisi vuoi per il progetto vino che impegna l’acquirente a scelte consapevoli, per la serie bere poco e bere bene. Insomma avete presente il Prosecco?? Ecco tutt’altra filosofia.  I vini che abbiamo assaggiato sono tutti di gradazione importante; eccone alcune impressioni.  Il Chardonnay “Aur” di Vigne del Malina del 2008 è una grande vino: colore giallo intenso dorato, profumo floreale intenso, elegante, penetrante senza essere aggressivo; in bocca è gradevolmente amaro, oleoso il giusto, pieno e lungo molto lungo, sapido senza sorprese: mamma mia che grande vino.  Il Sauvignon 2010 mi ha catturato: colore giallo pallido luminoso, profumo delicato ma penetrante, classico, che piace o non piace, e a me piace. Boccato ampio, leggermente amarognolo, lungo lungo, sapido senza aggredire, minerale il giusto, un grande Sauvignon.  Il Refosco dal Peduncolo Rosso 2008 ha un bel colore rosso molto accentuato, profumo non aggressivo, lento nell’aprirsi, meglio  se versato in un tulipano largo; in bocca è avvolgente corposo, tannico senza infastidire e pronto alla carne al sugo e alla cacciagione: vino più invernale ovviamente. Gli altri sono in linea con questa impronta; gran bella azienda, e vini da collezionare e da offrire. Merita una visita e ne sentirete parlare, sempre di più. Per le foto vedi qui:     http://www.mondodelgusto.it/produttori/9285/vini-troppo-buoni-vigne-del-malina-orzano-udine

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