Venerdì: La cultura che non c’è; Paperopoli; domande e risposte; a piedi è meglio; La Fabbrica del Gusto; brutta notizia; En Plein Air

A piedi è meglio

Ecco l’iniziativa di domenica.

piedibus

Domande e fatti in risposta

Qualche volte le domande dei cittadini ottengono dei fatti come risposta, bene. Ecco la foto dello scivolo per carrozzelle di Parco Gaspari liberato dall’ostacolo del bidone. Bene.

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En Plein Air, di Valerio

Uno dei quadri partoriti dalla manifestazione “En plen air” attualmente esposti in Comune (ingombrando il già piccolo atrio e rendendo la vita difficile a quelli che aspettano l’apertura delle 10 del mattino) vede una Latisana a sinistra raffigurata con le solite quattro case dei tempi andati e senza nemmeno il cubo Bergamin ed una S. Michele a destra tutta un brulicare di iniziative edilizie e con una “skyline” degna di un Emirato arabo. Sono andato oggi sull’argine: di vero solo le due gru e la evidente sproporzione   tra quanto si toglie sulla sponda friulana e quanto su quella veneta, a tutto svantaggio della prima. Vedasi altra foto allegata.   Ah! Una voce raccolta in paese e tutta da verificare: la terra che viene tolta viene buttata in tratti di fiume piu a valle. Sarà vero? Come per i forestali che incendiano per poi rimboschire?  Valerio

Tagliamento

Enplenair

La Cultura che non c’è

Premettiamo che a Latisana manco hanno previsto un Assessorato alla Cultura, tanto per far capire l’importanza che viene data a questo trascurabile aspetto della vita cittadina, e certo il peso di una Consigliera delegata è diverso, anche come immagine. Premesso questo parliamo dell’elenco degli eventi, festival, rassegne ed altre manifestazioni che hanno ottenuto il contributo dalla Regione. L’elenco completo lo trovate qui:  http://www.udinetoday.it/cronaca/regione-fvg-graduatorie-bandi-cultura-finanziamenti-legge-torrenti-2014-2015.html  e se lo scorrete inutilmente cercherete sia Latisana che Lignano. Non ci sono.  C’è Sutrio (40.000 euro), Spilimbergo (50.000), S.Giorgio di Nogaro (41.000), Manzano (40.000), ma non ci sono né Latisana né Lignano. Per Latisana sappiamo che è stato presentato un progetto e che è stato bocciato, mentre non  siamo riusciti a trovare Lignano nei nomi dei richiedenti il contributo. La Cultura quindi non abita da queste parti, ovvero manca la capacità e forse la volontà di investire in questo settore, e parlo di investire idee e progettualità, prima ancora che risorse. Se qualcuno ancora sostiene che con la Cultura non si mangia, andate a Pordenone a vedere cosa dicono dei due Festival (libri e cinema muto) che riempiono alberghi e piazze e bar e ristoranti. Dovrebbe essere negativo il giudizio più su Latisana, cittadina dalle tradizioni culturali più antiche, che su Lignano: questa località infatti punta più sul turismo diretto che su quello indotto, ma se è così allora che senso ha spendere 60-70.000 euro per la riunione non giovane ( numero 91) della Filologica?

… e a Paperopoli, che si dice?

In Friuli sono iniziate le  manifestazioni per ricordare la Grande Guerra, anche se era meglio dimenticarla per sempre, a Latisana il prossimo anno  saranno 50 anni dalla prima alluvione, e già si parla di Tagliamento e di opere e di lavori, e di interventi, e di Commissioni , si parla…si parla…

paperino tagliamento 50 anni

Brutta Notizia

Abbiamo già detto del triste episodio dell’imprenditore finito sotto un treno a Crosere; purtroppo sappiamo che poi alla famiglia oltre al dolore arriverà anche il conto delle ferrovie, sotto forma di ritardi e danni e costi. Nessuno ne parla, ma è un problema che si aggiunge ad un grosso problema

Latisana Comune Turistico

casa mangia albero

La “Fabbrica del Gusto”, il meglio del buono in una location moderna, a Prata di Pordenone

Prendi un bel posto, strano se volete, lontano dagli schemi del glamour e più vicino al concetto di lavoro: una fabbrica di cucine ultra moderna e metti assieme quello che di meglio puoi offrire per il piatto ed il bicchiere, ovvero cibi e bevande, invita operatori del settore: baristi, ristoratori, commercianti, esercenti e agenti e blogger e stampa, e ottieni un pomeriggio pieno di vita, laddove la vita si esprime al meglio, ovvero la buona tavola e la bella compagnia. Molto bella in certe sue espressioni a tacco 12. La “Fabbrica del Gusto” è una idea di Cristian Tolusso e Marco Grillo, operatori del settore, che hanno voluto presentare in modo diverso e vincente le ditte che essi promuovono e rappresentano. E che ditte. Girando tra i tavoli e corridoi, ampi spazi e belle scale, potevi incontrare il salmone e il vino, il grissino e la pasta, l’acciuga piuttosto che il gorgonzola, e via dicendo, in un alternarsi di piacere e di gusto col in più il tocco del gelato all’aceto balsamico come finale. O come inizio se volete. Le foto rendono poco, perché mandano dell’atmosfera, delle sensazioni, degli odori e dell’intenso chiacchiericcio che hanno animato e riempito il tempo volato via. Ecco le ditte presenti:  Alois Lageder, Az. Agr. Andreola, Az. Agr Buzzinelli, Az. Agr. I Clivi, Az. Agr. Gradis’ciutta, Az. Agr. Petrussa, Az. Agr. Rodaro Paolo, Az. Agr. Roncus, Attems, Braida di G. Bologna, Capannelle, Cecchi, Collemassari, Col Vetoraz Spumanti, Di Lenardo, Ferdinand, Ferrari F.lli Lunelli, Grattamacco, Marchesi de’ Frescobaldi, Moet Hennesy Italia, Molinari Italia, Pellegrini, Poggio di Sotto, Selezione Baladin, Sinefinis, Tenuta S.Antonio, Tenute Tomasella. A collaborare erano chiamati: Acqua Surgiva,  Italesse, Pastificio Felicetti, Real Group, Renoir Wine Packaging. Catering a cura di Le Troi Chef. Bella idea e bella iniziativa, alto livello dei prodotti e cura estetica nelle presentazioni: la bella Italia della buona tavola, per una iniziativa commerciale, ma che potrebbe essere replicata in chiave promozionale e turistica, magari a Lignano alla Terrazza a Mare, magari.

per le foto vedi  www.friuli.org   o la pagina facebook di latisana sito

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8 commenti su “Venerdì: La cultura che non c’è; Paperopoli; domande e risposte; a piedi è meglio; La Fabbrica del Gusto; brutta notizia; En Plein Air”

  1. Paolo Miotto ha detto:

    Per Valerio,confermo,ho visto prelevare la terra prima del ponte e ributtarla dentro appena dopo,sponda veneta.per quello che riguarda la ferrovia,purtroppo confermo,la macchina burocratica macina tutto,anche il dispiacere e il dolore…..

  2. denis ha detto:

    Certo che siete tutti esperti. Scaricano dove sono autorizzati in una fossa molto profonda vicino l’origine zona pappagalli. Cercano di chiudere una fossa che può mettere in pericolo la stabilità dell’argine. Chiedete a chi sa prima di gridare al lupo al lupo!

  3. Marta ha detto:

    Confermo che Latisana e Lignano non vogliono produrre. Non vogliono produrre scarpe, piastrelle, legname, cartucce, carta, pasta… nessun tipo di produzione, né metalmeccanica, né alimentare, né tessile… di nessun tipo. E neanche produrre cultura. Qui si deve vendere. Non importa che altri paesi vicini abbiano i centri commerciali che qui non ci sono, con prezzi e servizi qui solo sognabili, non importa che la gente stia scappando perché questa zona non offre nulla di nulla per quello che riguarda la sopravvivenza economica di un nucleo familiare. Non importa vedere che ogni mese abbiamo notizia di negozi e locali che chiudono perché non riescono più a coprire neanche le spese. Non importa vedere che i nostri ragazzi “emigrano” verso altri paesi per studiare (e pure per andare all’asilo….)e portino la loro preparazione altrove. Non importa.
    Latisana vuole vendere. Tutto e a chiunque. Solo vendere. La cultura? Da sempre la cultura va contro alla logica consumistica. La cultura è libera dallo spendere, anzi, ne è antagonista. E spesso si pretende che sia pure gratuita! Latisana non ha bisogno di cultura, ma di chiudere la piazza e impedire i servizi ai cittadini per far vendere borsette firmate o costosi aperitivi in centro. Quindi cerchiamo di non essere ipocriti. Qui non si vive di libri, di fabbriche, di lavoro, di scuole. di servizi. Qui si vende. Chi può spendere qui (o chi vuole) che resti. Gli altri vadano a fare altro altrove.

  4. il_bacucco ha detto:

    @ denis: hanno chiesto….e tu hai risposto; meglio di così…..

  5. valerio ha detto:

    Dispiace per il pur meritevole daffare della Assessora(?) Juretig, ma si deve dire che purtroppo il progetto culturale presentato in Regione (che mi coinvolgeva per uno dei personaggi da onorare) era un prodotto poco concertato e imbastito in fretta e furia appena sentito odor di finanziamenti.
    Bisogna dire anche che se il prodotto dell’operazione “en plein air” è solo tutto quanto si vede nell’atrio del Comune, allora mi sembra che bisognerebbe ripensarlo in altro modo.
    Ricordo le ex-tempore del passato e persino le mostre del dilettante in Oratorio di circa 50 anni fa. Erano faraoniche al cospetto delle iniziative attuali.
    Sarà questione di uomini e di mezzi, ma Latisana meriterebbe qualcosa di più e meglio, anche sul versante dei risultati pittorici. Perchè confinare la ex-tempore alla sola passeggiata sul Tagliamento e non estenderla al contesto urbano? Magari affidando la gestione a persone che conoscono l’ambiente e potrebbero gestire tale tipo di manifestazioni?

  6. luca ha detto:

    @marta: vuoi dare una mano a Latisana a cambiare? Apri una azienda e produci qualcosa.
    Non è così semplice? Allora scappa anche tu da Latisana, come dici facciano in tanti, perchè di persone negative come te non ne abbiamo bisogno.
    E nota bene che tutti i negozi o bar di Latisana contro cui ti scagli “producono” qualcosa di essenziale: LAVORO (inteso come impiegati/commesse) e SERVIZI (intesi come tasse versate al Comune che si trasformano in servizi al cittadino…cioè anche a te e ai tuoi figli!)

  7. il_bacucco ha detto:

    @ valerio: comunque la qualità di un quadro dipinto in un giorno è necessariamente diversa da quelli fatti con più tempo……ma concordo su quanto detto. davvero a vedere i quadri c’è da pensare.

  8. denis ha detto:

    I quadri nell’atrio del municipio fanno veramente pensare se è il caso di NON continuare a promuorere certe attività…Per quanto riguarda i murales, be caro Bacucco tu hai provato a proporre una nuova iniziativa, ma personamente non ho visto questo gran atteso risultato, se non per due autori. Mi son chiesto con quali criteri hanno fatto la selezione..sinceramente con Gemona c’è un abisso, mi chiedo se in Comune sappiano cosa sia a street art, o come al solito il prodotto doveva essere per forza un autore locale senza un limete di età, con poche o nessuna apertura all’esterno e all’innovazione. Eppure la Lauretta sa che Paolo Caliari detto il Veronese viene da Verona, chissà perchè allora non hanno chiamato anche uno del posto, forse sapevano cosa volevano! A mio avviso il parroco in oratorio, senza grosse pretese di wrigter, ha fatto meglio con dei ragazzini. Dai è solo l’inizio il prossimo anno si deve migliorare volta creando una commissione vera e non di politici commercialisti. geometri e ristoratori!
    Forse qualcuno deve vedere cosa fanno almeno in giro per l’Italia: https://it-it.facebook.com/pages/Street-Art-in-Italia/386700384783897

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