Venerdì: OneLoveFestival; lettera a Lignano; Fermenti; serate latine; scrassole; convegno su turismo benessere e salute;UTI

Convegno su turismo, benessere e salute

Vedi www.lignano-sabbiadoro.it

UTI

vedi su www.Lignano-sabbiadoro.it; da Latisana tutto tace.

Scrassole

Torna la tradizione rumorosa e antichissima delle “scrassole”, ovvero quei semplici giochi fatti in legno che animavano il Venerdì Santo di un tempo e poi anche altre feste e matrimoni. Oggi venerdì alle 11.30, grazie a Joseffino Zanelli, alla collaborazione della Parrocchia e ad altri volontari, ragazzi e accompagnatori si ritroveranno davanti al campanile, per prima fare un giro di piazza e poi salire vicino alle campane e agitare le piccole scrassole o ruotare lo scrassolon.

One Love World Reggae Festival 2015.

one love

Definite le date della terza edizione del One Love Festival, il principale raduno reggae italiano, che si terrà dal 17 al 26 luglio 2015 a Latisana (UD). 10 giorni di musica e mare in cui sarà possibile assistere all’esibizione di famosi artisti internazionali delle scene Reggae e World Music. Quest’anno il One Love Festival intende evidenziare i grandi temi cari alla Madre Terra con uno spazio ad hoc denominato “Green Area”. A conferma della caratteristica ambientalista, l’impegno assunto dall’organizzazione, per garantire una manifestazione attenta alla raccolta differenziata e all’uso dei materiali biodegradabili. Un impegno concreto per poter affermare che si può e si deve fare di più per non compromettere il futuro dei nostri figli. Oltre all’interessante proposta culturale al One Love sarà possibile trovare un campeggio attrezzato di tutti i comfort con tanto di piscina, offerte enogastronomiche tipiche e a km zero, mercatino artigianale ed etnico. E per chi non vuole rinunciare al mare, un bus navetta gratuito a disposizione tutti i giorni.

A pochi minuti dalle magnifiche spiagge di Lignano Sabbiadoro, il One Love Festival rappresenta un’ottima occasione per godere del connubio festival-vacanza a prezzi contenuti.

Lettera a Lignano

Ciao cara e bellissima Lignano,

sembra proprio che tu, la moderna Lignano, stia vivendo brutti momenti di ritorno al passato quando servirebbero pensieri e azioni per il tuo futuro. Una litania che ripropone con orgoglio ai lignanesi la secessione del 1959 da Latisana. Ti dimentichi che avvenne con dei veri capipopolo sostenuti da una vera comunità: presenze fondamentali che oggi mancano entrambe a Lignano.

Non lo dico io ma lo dice la Lignano attiva, giornalistica, l’Amministrazione Comunale, le categorie, la parrocchia, la gente comune. Tu Lignano, come molti altri posti meno attenti a quello che succede fuori dai propri confini, ritieni che l’isolamento, anche se solo amministrativo, sia da scegliere rispetto all’ingresso nell’UTI.

Libera di scegliere, sicuramente, ma ti sei chiesta se oggi serve di più ritornare all’Italia dei Comuni dell’età medievale o proiettarsi verso aggregazioni e sinergie di scopo? Non è più il 1959 e non è nemmeno più il 1976 del terremoto in Friuli del “fasin di besoi”. Nel 1976 si poteva dire la friulana frase perché, tanto, i soldi per la ricostruzione e quindi la rinascita, arrivavano dallo Stato e dalla Regione. Ora le cose sono cambiate.

Le leggi nazionali e regionali prevedono le unioni, le incentivano anche economicamente e chi non vi aderisce vuol dire che non ritiene che razionalizzare servizi vada nella direzione del risparmio delle PA e quindi, in controtendenza, ritiene di non doverlo fare. Ammette quindi di non avere bisogno di ridurre le spese e allora lo Stato ci pensa e la Regione ci pensa e taglia alla fonte il 30% dei trasferimenti, … di tutti i trasferimenti.

Bella scelta – 30 … segue l’idea “tassa di soggiorno” per recuperare il bottino.

Peccato che fino ad ora anche tu, Lignano, abbia sofferto delle riduzioni dei trasferimenti di questi anni e abbia, a più voci, chiesto a mamma Regione più soldi.  La domanda è se veramente c’è qualcuno che pensa ancora che un’amministrazione comunale, di destra o di sinistra che sia, periferica rispetto alla politica regionale e quindi non fondamentale politicamente e che è stata, passami i termini, poco considerata dalla giunta Tondo e poi ostile elettoralmente alla giunta Serracchiani, possa venire “coccolata” dai politici che gestiscono il Friuli Venezia Giulia?

Il vice presidente Bolzonello parla di turismo lento e su di te, cara Lignano, glissa costantemente, Turismo FVG si fonde con Promotur, che è la montagna, e quest’ultima sembrerebbe dover gestire tutta la promozione turistica regionale, gruppi imprenditoriali veneti acquisiscono pezzi consistenti di Lignano, Bortolussi dell’associazione Acqua, per bloccare i lavori di messa in sicurezza del Tagliamento a monte, manda un’esposto alla Procura della Repubblica proprio sulle case galleggianti di Lignano … e Lignano è ferma al “fasin di besoi”? … Ma che tornaconto di sviluppo c’è? Perché a te, Lignano, serve una ripartenza e non si riesce a capire quale tornaconto ci sia dietro a questa scelta di isolamento. Un tornaconto economico? Sociale? Turistico? Di servizi? Elettorale? … Ecco, forse, solo la preoccupazione di non poter decidere sulle cose spicciole tipo piante organiche, lavori opportuni con ricadute di cortile, contributi a iniziative, ecc. ,,, potrebbe essere ma, non ci si deve preoccupare: quelli rimangono e lo dice la legge.

E poi, nessuno ha detto una cosa fondamentale ma soprattutto quelli che l’hanno letto, cioè capipopolo attuali, non l’hanno detto, penso per scelta: guarda Lignano che in questa fase viene chiesta l’adesione ma in quella successiva, c’è scritto, verrà fatta senza chiedere.   E allora, cara Lignano chiedi ai tuoi cari politici locali e ai cari capipopolo se ci sono, di cosa stiamo parlando? A mio avviso stiamo parlando solo di far passare il tempo per arrivare a nuove elezioni con squadre coese dietro a sentimenti populistici e arretrati e intanto per un paio d’anni, tu Lignano, rinunci a soldi veri e non avrai neanche il via libera per la tassa di soggiorno.

Chiaro che entrare nelle UTI per tutte le amministrazioni vuol dire cambiamento e anche esposizione a possibili critiche locali, scelte forse impopolari che possono avere ricadute elettorali sgradevoli e quindi meglio cavalcare lo status quo, rassicurante, ma oggi chi resta indietro sarà responsabile per il non sviluppo della collettività di domani.

E’ un comportamento “tafaziano” imperdonabile nei tuoi confronti, cara Lignano. E poi, cara Lignano, guardati attorno e prova a pensare che forse rinnegare le radici storiche e di appartenenza ad un territorio, che tu lo voglia o no, ti relega in una posizione arretrata e amara.

Pensa che la chiesetta che tu hai nella pineta della Getur era edificata a Bevazzana, vicino al Fiume, oltre il canale, poi, smontata e ricostruita a Lignano, te l’ha regalata la Pieve di Latisana.   Pensa che la 354 è il cordone ombelicale che ti lega al Friuli e al mondo e viene sopportata dal territorio di Latisana e non da te.   Pensa al ponte sul Tagliamento e a tutti i suoi svincoli di Bevazzana che sono a servizio di Lignano e stanno in comune di Latisana.

Pensa al sacrificio di territorio patito da altri per permetterti uno sviluppo turistico.   Pensa all’ospedale, all’ambito socio assistenziale, alla casa di riposo, all’ufficio di collocamento, all’ufficio delle entrate, quanti lignanesi sono nati a Latisana e quanti hanno lavorato e lavorano nei due comuni e come sarebbe tutto più semplice una sinergia territoriale che non avesse come unico ostacolo il fatto che tu ti senti diversa.

Pensa al Tagliamento ed ai suoi rischi che sono sulla gobba di Latisana.

Potresti pensare, come è stato detto un po’ di tempo fa, che a Lignano non ci sono emergenze ma ti sbagli. Sta sulla gobba di Latisana tutto il transito di turisti che possono essere a rischio in caso di esondazione, e ti immagini cosa direbbero i media se turisti in arrivo venissero travolti dall’acqua, e domandati quale destinazione turistica subirebbe i danni dell’insicurezza se non del dramma.

Tutto questo per dirti, cara Lignano, semplicemente che non basta far finta di niente, non è corretto sentirsi un isola di questi tempi globalizzati, non è corretto gravare con queste scelte sulle collettività del territorio.

Non sei l’isola di Tortuga con i suoi governanti razziatori dei mari. Hai “litigato” con Latisana, non andate d’accordo, non vi sopportate, ma non siete due zitelle isteriche, dovete pensare al bene delle vostre genti per avere una possibilità di futuro. E’ un errore politico, strategico e storico scegliere l’isolamento pensando, suscitando e poi alimentando pensieri minimi da pollaio che guardano solo all’interno dei propri recinti e pongono all’angolo lo sviluppo possibile oltre che l’inserimento e l’omogeneizzazione con il territorio.

texProva a pensare, cara Lignano, se qualcuno agitasse pensieri minimi simili ai tuoi e proponesse un proditorio 1959 al contrario: via da Lignano, chiuso con Lignano, 354 e svincoli di Bevazzana chiusi per trattenere economia nel territorio o una imposizione di tassa di transito, basta con le rotonde che portano via territorio e fanno fare sacrifici agli abitanti e servono solo per sveltire il traffico perché i turisti che arrivano a Lignano non si lamentino e scelgano altri lidi … cazzate … assurdità di certo ma, sai che ti dico, ho cercato di mettermi al tuo livello di pensiero e questo è il risultato.

Ricordiamoci tutti assieme che se si fanno vedere i muscoli è possibile trovare sempre qualcuno che ce li ha più grossi e forti di te.  TEX WILLER

Fermenti

Assemblea dell’Associazione sabato 18 aprile alle 16.30 all’agriturismo Casa del Sole di Latisana

Serate latine

Al Be Happy di Pertegada, sabato 11, 18 e 25 aprile, con paella valenciana e sangria; musica a tema.

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4 commenti su “Venerdì: OneLoveFestival; lettera a Lignano; Fermenti; serate latine; scrassole; convegno su turismo benessere e salute;UTI”

  1. Marta ha detto:

    Su molte cose concordo con Tex Willer…. Lignano ormai è del tutto inutile alla gente della Bassa Friulana. Il turismo estivo crea ormai solo disagi al traffico di chi ancora lavora o si “arrabatta” per sopravvivere. Perché le macchine con targa straniera, o degli stessi turisti italiani in agosto, intasano le strade da Muzzana a Latisana, e a noi il turismo non porta assolutamente nulla, se non l’alzarci un’ora prima la mattina per andare a lavorare, onde evitare di arrivare in ritardo a causa di code o incidenti. Lignano non offre nemmeno più lavoro, per quanto mi riguarda ho provato a rispondere ad alcuni annunci, in quanto laureata in lingue (tra le quali il tedesco…), iscritta elle liste di mobilità e pure invalida con un’alta percentuale, quindi le aziende, alberghi o affittanze, avrebbero goduto di grandi incentivi e avrebbero potuto contare su un’ adeguata preparazione linguistica…. nessuno ha risposto! Lignano non offre lavoro neanche ai laureati in lingue! Neanche un lavoro di 4 mesi l’anno! E neanche a chi porta un notevole “dote” in sgravi fiscali e incentivi! Caso strano, sono benvenuti i lavoratori stranieri con permessi di soggiorno in scadenza! Oppure gli apprendisti… con esperienza…. oppure chi si accontenta di qualche voucher nei fine settimana. I soldi che la regione ha speso per Lignano sono soldi buttati nelle immondizie, e tolti alle tasche degli stessi abitanti su cui gravano i disagi del turismo. Quanto tempo passerà finché non ci accorgeremo che le case che i nostri genitori hanno costruito a Latisana, di Precenicco, di Palazzolo, di Muzzana, di Teor, di Pocenia non sono state create dai turisti di Lignano, ma del duro lavoro in fabbriche, in imprese edili, in imprese artigiane, nell’indotto produttivo? E non ditemi di aprire una fabbrica io, per favore! Sono per anni stata anche io una lavoratrice stagionale, pagata a 3 euro l’ora, precaria, sfruttata. E ora che sono “vecchia” con i miei 40 anni, non servo più. Se mi avessero pagato almeno 7 euro l’ora, per le 400 ore al mese che “normalmente” si lavorano in stagione, adesso me ne potrei stare a grattarmi la pancia invece di chiudermi in casa perché mancano anche i 20 euro per fare benzina. Meno male che ci sono ancora i vecchi pensionati operai delle varie Eco, Safilo, Girardi e indotto che offrono vitto e alloggio ai giovani quarantenni nella Bassa Friulana che non lavorano più e non potrànno mai più lavorare in zona. Ma quando quella vecchia generazione ci lascerà… resteranno le case da dividere tra gli eredi, le tasse sulla casa da pagare… a chi non avrà nemmeno i soldi per pagare l’energia elettrica! Non si può pensare di sostituire migliaia di posti di lavoro stabili con poche decine (la quota che resta agli italiani..) di posti stagionali sottopagati e non compatibili con le esigenze delle famiglie che hanno figli. Cominciamo a investire in posti di lavoro, invogliando chi ha qualche risparmio da parte ad aprire delle attività produttive con assunzione del maggior numero possibile di lavoratori. Di buttare via chissà quanti euro per lo stradone di Lignano, deserto d’inverno e inutile ai friulani, forse non ne avevamo bisogno….

  2. AlessandroS ha detto:

    Considerando che 3€ all’ora è molto più basso della paga minima legale e che 400 ore al mese sono 13 ore e 20 minuti al giorno, tutti e 30 i giorni del mese (se ipotizziamo 4 giorni liberi al mese, sono 15 ore e 40 al giorno!)……. o Lignano è peggio di Africa o Cina o a qualcuno piace esagerare.
    Tra l’altro d’estate, a Lignano, anche il meno qualificato ragazzino di 16 anni trova un lavoro (esperienza personale) purché si adatti.

  3. Marta ha detto:

    Caro Alessandro, a Lignano i camerieri e i baristi lavorano dalle 12 alle 17 ore al giorno, in quanto servono le colazioni dalle 7 del mattino (ma prima devono apparecchiare e preparare i buffet con gli alimenti e le bevande fresche) alle 10, poi ci sono le pulizie e la preparazione della sala per il pranzo, che può andare dalle ore 12 alle 14.00 (ma i clienti entrati alle 14 restano anche fino alle 14.30…), poi di nuovo pulizie e ripreparazione, La cena si serve dalle 19 alle 22, ma prima si preparano le bottiglie e il bar per il servizio, oltre al buffet dei contorni e dei dolci…. senza giornata libera per una “media” di 14 ore al giorno. Chi resta per fare “i piani” e ha vitto e alloggio (in camere con 4 letti e un bagno ogni 3 camere…) fa anche i ripassi (degli asciugamani o delle caramelline)dopo cena, quindi altrettante ore….. Prova tu a dividere la 1.300 euro al mese presa di media, in quanto gli stipendi vanno dagli 800 euro agli stranieri ai 1.500 per gli italiani con lunga esperienza e tedesco fluente (spesso comprensive di tredicesima, quattordicesima, straordinari e tfr…) per 400 ore mensili lavorate e fammi tu un calcolo matematico di quanto prende un lavoratore stagionale. Forse tu sei molto vecchio e ricordi la Lignano di 30 anni fa. Ma ti ripeto che una laureata in lingue a pieni voti come me, e pure iscritta alle liste di mobilità e alle categorie protette, quindi portatrice di ottimi sgravi fiscali e agevolazioni per le aziende, non ha avuto nessuna risposta agli curricola inviati. Eppure se giri Lignano è pieno di lavoratori stranieri che a malapena parlano italiano. Perché noi siamo troppo choosy? Prova a vedere cosa hanno scoperto le Iene e Striscia riguardo al lavoro stagionale. Prova a presentarti a un colloquio di lavoro a Lignano se non sei uno chef titolato, e vedi se ti prendono ed eventualmente quanto ti danno. Ho fatto 16 stagioni turistiche e so quel che dico. Poi ci sono anche quelli un pochino più onesti, che ti propongono sì le 8 ore, ma su 2 turni con un’inquadramento generico, e ti costa più la benzina e il parcheggio di quanto porti a casa….. Conoscere prima di commentare, per favore. E pensateci la prossima volta che andando in villeggiatura vedete lo stesso poveraccio che vi serve la colazione alle 7, il caffè alle 10, l’aperitivo a mezzogiorno, il pranzo all’una, il gelato alle 16, la cena alle 20 e il cocktail alle 23……

  4. Eleonora ha detto:

    Ahahah nel lavoro stagionale non esiste “paga legale” e non esiste un orario di lavoro civile! Chi nomina “giorni liberi” non ha idea di cosa stia parlando! In stagione non esistono giorni liberi, si lavora 12/13 ore al giorno, si dorme in tuguri e si mangiano avanzi di cucina dei giorni precedenti. Questa è stata la mia esperienza di stagioni dal 2006 al 2012, ma non per 4 mesi all’anno ma 10, perché uno stagionale deve spostarsi tra mare e montagna per poter vivere… 5 mesi al mare e 5 mesi in montagna (o 6 e 4 dipende dagli hotel). Ora sono madre e non me lo posso più permettere… Comunque si cari miei, la Cina è a casa nostra, non serve andare lontano!

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