Venerdì: Tagliamento; Furti; Ospedale; Tartufi

Furti

Giovedì  mattina colpita la zona di Paludo, ad inizio mattinata; ad agire due persone che  comunemente vengono definite come “zingare”, ma non ne conosciamo la nazionalità; allertati i carabinieri dopo che avevano tentato qualche effrazione rompendo porte e finestre e facendo scattare allarmi.

Tagliamento, di Ernesto De Marchi

TAGLIAMENTO

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Premesso che nella vita ho fatto il ferroviere e non “l’idraulico”, prendo spunto dall’intervento dell’anonimo Tex, per proporre una riflessione sull’adeguatezza di alcuni degli interventi di manutenzione idraulica effettuati negli ultimi anni sul nostro fiume all’altezza dei due ponti. A questo scopo possono essere utili tre immagini del Tagliamento già pubblicate da questo sito nel luglio dell’anno scorso. Nella prima immagine, che riproduce una cartolina presumo databile alla fine degli anni settanta del secolo scorso (……pare impossibile, ma dalle alluvioni è già passato mezzo secolo…..), si vede com’era il Tagliamento dopo che ne avevano rettificato l’alveo (progetto Foramitti), togliendo l’ansa naturale situata all’altezza di Latisanotta/San Giorgio.  Nell’immagine, si nota che sulla sponda sinistra (lato Latisana) esisteva una banchina (riva) di larghezza maggiore della attuale, in particolare, la banchina (riva) era molto più larga rispetto ad ora nel tratto che precede il ponte ferroviario e che arriva fino circa all’altezza di palazzo Morossi (della scalinata). Si nota anche, che l’arcata del ponte ferroviario era perfettamente centrale rispetto all’alveo (di magra) e che  i due piloni del ponte ferroviario, erano posti a eguale distanza rispetto alle due rive. A questo stato dell’alveo, non casuale ma di progetto, molto probabilmente ne conseguiva che in ogni situazione (di magra e di piena) il flusso dell’acqua fosse sostanzialmente centrale rispetto alle due rive e “libero”, limitando così sia l’accumulo di detriti sui piloni che il deposito di limi sulle sponde, in particolare su quella destra (San Michele).

 

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La seconda immagine, più recente e ripresa dal satellite, mostra che i recenti lavori in sponda sinistra (lato Latisana) hanno ridotto la larghezza della banchina, mentre nel lato destro (lato S. Michele) la banchina si è notevolmente allargata, creando di fatto un’ansa in precedenza al ponte ferroviario. Si osserva anche che l’arcata del ponte ferroviario non è più centrale rispetto all’alveo (di magra), che il pilone del ponte ferroviario lato S. Michele è quasi addossato alla riva, mentre quello lato Latisana è invece ben dentro l’alveo. Rispetto alla sistemazione precedente (la vecchia immagine) quindi, lo stato attuale dell’alveo, nei periodi di piena, ha probabilmente l’effetto di rallentare la corrente all’altezza dell’ansa, facilitando così il depositarsi dei limi (l’interramento). L’altra conseguenza, potrebbe essere quella di aver spostato verso sinistra (lato Latisana) la direzione della “corrente” nei periodi di piena, effetto questo visibile ad occhio nudo dall’argine. In questo caso il pilone del ponte ferroviario si troverebbe al centro della stessa, facendo così da sbarramento e intercettando il materiale trasportato dalle acque, con l’effetto “accumulo” che notiamo ad ogni piena. Mi scuso in anticipo per aver usato nell’illustrazione termini probabilmente poco “tecnici” ma, come dicevo in premessa, nel passato ho fatto il ferroviere e non “l’idraulico”.

Incontro tra i sindaci del mandamento per difendere l’ospedale di Latisana, di Roberto Mattiussi

Difendere il futuro dell’ospedale di Latisana. E’ questo il tema di cui si è discusso giovedì mattina a Lignano nella sede PIAT in un incontro promosso dai sindaci di Latisana e Lignano assieme a tutti i primi cittadini del mandamento, per un’azione comune contro quella che sta diventando una situazione davvero preoccupante circa la nuova riforma sanitaria. Ormai è certo che si andrà verso la costituzione di un “ospedale unico tra Latisana e Palmanova” organizzato su due sedi.  Se l’integrazione delle equipe medico-infermieristiche è un modello da perseguire in un’ottica di contenimento della spesa sanitaria, dobbiamo intenderci su DOVE saranno confermate le emergenze rispetto alla fase di ricovero programmato…E’ indubbio che su Latisana vanno confermate le emergenze, questo perché lo dicono dati oggettivi. Ricordiamo come l’Ospedale di Latisana, all’interno dell’Ass.n.5 opera in un territorio regionale periferico in cui sono presenti due importanti realtà turistiche quali Lignano Sabbiadoro e Bibione. Il Presidio Ospedaliero di Latisana è una struttura di ricovero organizzata per garantire il primo livello di assistenza e cura a persone con patologie acute, in particolare l’Area di Emergenza con 31.000 accessi per anno è la più importante dopo gli HUB centrali di UD, PN; TS. Questo, da solo, giustifica pienamente il fatto che l’Ospedale di Latisana debba assolvere alle funzioni di supporto all’emergenza con unità H24 di chirurgia, ortopedia, pediatria, ostetricia. Siamo convinti come l’ospedale di Latisana  non possa subire altre riduzioni di servizi perché una sua eventuale rimodulazione porterebbe a non avere nessun presidio  ospedaliero per affrontare l’emergenza da Udine al mare; per contro l’Ospedale di  Palmanova  dista 15 km da Udine e considerata la vicinanza, il  trasferimento dei  pazienti  che richiedano cure di 2° livello all’Ospedale di Udine, è diretto e veloce con il trasporto in ambulanza, mentre da noi nel periodo estivo la nostra viabilità è soggetta ad un intenso traffico a cui si sommano anche eventi di chiusura dell’autostrada che di fatto rendono impossibile garantire un trasporto efficace nei momenti di emergenza  a salvaguardia della vita umana verso altri presidi ospedalieri.  Sia l’area chirurgica che quella materno infantile costituiscono, notoriamente, la prima risposta ai bisogni di salute oltre che della popolazione residente nell’area anche per la popolazione turistica soggiornante nei nostri territori;  proviamo solo ad immaginare un evento avverso (un’urgenza estiva alla quale non viene data adeguata risposta perché in ospedale è stata tolta quella specifica funzione e debba essere trasferita ad un altro centro….) che si verifichi a carico di un turista, magari straniero e ancora più grave in età pediatrica….o che riguardi una problematica di gravidanza… non è solo un problema etico-professionale , ma anche mediatico e di immagine per il turismo della nostra Regione che rappresenta una della maggiori fonti di ricchezza del PIL regionale come recentemente evidenziato dagli stessi operatori turistici sia di Latisana (Aprilia Marittima) che di Lignano Sabbiadoro che hanno scritto una lettera a riguardo sia al Presidente Serracchiani che agli assessori Bolzonello e Telesca.

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Tartufi a Muzzana

Fiera del tartufo bianco pregiato friulano.La novità 2014: il tartufo nero friulano in cucina e in tavola. Muzzana del Turgnano 22 e 23 novembre 2014

Muzzana del Turgnano - Ud - Tartufo bianco

Un prezioso tesoro nascosto della terra, il tartufo. Non solo quello Bianco Pregiato Friulano, ma, quest’anno, anche quello Nero Friulano. L’ormai tradizionale fiera “Trìfule in fieste” che si tiene a Muzzana del Turgnano, in provincia di Udine, dedica spazio quest’anno, infatti, a tutti i tartufi del Friuli Venezia Giulia. Nell’ottica di promuovere la “cultura del tartufo”, in tutti i sensi: conoscenza, raccolta, cucina, degustazione, abbinamenti, curiosità: il mondo del prezioso tubero a 360 gradi. Festa, quindi, come sempre, a Muzzana, sabato 22 e domenica 23 novembre, ma anche informazione e solidarietà. Pure per l’edizione 2014, nel pomeriggio di sabato, si terrà non a caso l’“asta del tartufo” il cui ricavato che sarà devoluto a scopi benefici.

Si tratta di un evento unico, organizzato dall’associazione “Mat”, la Muzzana Amatori Tartufi che come ha come simbolo il cane da tartufo, quello previsto il 22 e 23 novembre, in grado di stuzzicare e appagare il palato dei turisti-gourmet, ma anche di richiamare i curiosi di cucina, natura ed eccellenze della tavola. Per la fiera 2014, infatti, saranno aperti il ristorante del tartufo, in piazza, al coperto, con 200 posti a sedere in ambienti riscaldati e curati in ogni dettaglio, e il ristorante friulano, con tante specialità gastronomiche di diverse aree della generosa terra del Friuli Venezia Giulia in abbinamento coi migliori vini del Fvg. Sarà allestita poi la mostra mercato, lungo le vie del paese, con tanti stand da scoprire. Una quarantina gli espositori, provenienti anche da fuori regione, che daranno modo ai visitatori di assaggiare e conoscere da vicino delizie di ogni genere: birra artigianale, salumi, formaggio, miele, composte e marmellate ma anche artigianato locale. A rappresentare il Friuli Venezia Giulia le specialità della Carnia, della Bassa Friulana, del Medio Friuli – presente pure con la celebre “Blave di Mortean” -, delle Valli del Natisone e non solo.

I ristoranti restano aperti sabato e domenica a pranzo e a cena; non è necessaria la prenotazione ma per informazioni si può chiamare comunque il numero + 39 338 9323907.

La raccolta

Il Tartufo bianco pregiato friulano di Muzzana, leccornia rara e capace di appagare anche i palati più raffinati, viene raccolto un paio di settimane prima della fiera nel bosco planiziale del centro nella Bassa Friulana. Non si tratta di una distesa di alberi comune, ma di un vero “relitto” dell’era glaciale, sopravvissuto alle bonifiche regionali del secolo scorso. A conferma dell’assoluta eccellenza di questo tubero fuori dal comune, c’è la certificazione forestale sostenibile che fa del tartufo bianco muzzanese un vero “unicum”.

I nuovi piatti col tartufo nero friulano

“Trìfule in fieste” è un appuntamento a ingresso libero; consentirà a tutti di gustare questo straordinario frutto della terra, grazie a diversi piatti in abbinamento ai migliori vini del Friuli Venezia Giulia; tra le novità di quest’anno, nel menù del ristorante del tartufo ci saranno il carpaccio di branzino di valle e la tartare di pezzata rossa, entrambe servite con una salsa calda al tartufo nero fresco friulano. Il risultato finale sarà straordinario: permetterà ai partecipanti di apprezzare lo spiccato profumo e il gustoso sapore del tartufo locale e anche di quello nero. A ulteriore garanzia di una manifestazione di altissima qualità, si esibiranno ai fornelli rinomati chef.

Gli eventi a corollario

La fiera è sostenuta dalla Banca di Credito Cooperativo della Bassa Friulana col prezioso aiuto di altri partner pubblici e privati. L’inaugurazione ufficiale è prevista alle ore 11 di sabato 22 novembre. Tante, nel pomeriggio dello stesso giorno e presso la Sala Parrocchiale, anche le manifestazioni a corollario: alle 15.30 convegno “Il Tartufo dalla terra alla tavola” con Virgilio Vezzola, presidente dell’Associazione Tartufai bresciani; segue, alle 17, l’“asta dei tartufi” con un successivo momento conviviale.

Domenica si parte alle 9 con la visita guidata al bosco “Selva di Arvonchi”, per proseguire con la giornata di festa, nel contesto della quale è prevista anche l’animazione per bambini, rendendo l’appuntamento a misura di tutta la famiglia. Aprirà già il 20 novembre, invece, la mostra del libro allestita presso “Villa Muciana” di Muzzana del Turgnano, a cura del Comune, in collaborazione con lo sportello friulano e il gruppo giovanile “La Stanzute”. Sabato saranno presenti i volontari dell’ora del racconto e, a seguire, il laboratorio di letture per bambini a cura di Luisa Pestrin con al presentazione dei minilibri scritti dai bambini.

L’arte e al storia del tartufo: esperti sempre a disposizione

Per l’intera durata della fiera gli esperti tartufai saranno a disposizione per spiegare l’arte della raccolta e la storia del pregiato tubero bianco friulano. Chi vuole scoprire questo affascinate, raro prodotto della gastronomia e cultura di casa nostra, potrà trovare a Muzzana quanto cerca.

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5 commenti su “Venerdì: Tagliamento; Furti; Ospedale; Tartufi”

  1. valerio ha detto:

    Dai due articoli di oggi (Tagliamento e Ospedale) sembra che i comuni cittadini (anche primi-cittadini) abbiano le idee più chiare( e più ragionevoli) rispetto chi dovrebbe prendere decisioni per la sicurezza ambientale e sanitaria.

  2. anonimo ha detto:

    Sono d’accordo con quanto scrive Ernesto, il problema ora, più di prima, è manutenere una sezione di alveo che tende a restringesi ad ogni piena. Che portate possono transitare nel fiume in tali condizioni?

  3. il_bacucco ha detto:

    @ anonimo: perché anonimo? credo che nessuno sappia esattamente quanta acqua passa per Latisana….. credo si tratti di calcoli, non di misure….

  4. anonimo ha detto:

    @bacucco sono convinto che i calcoli si limitino a stimare portate, mentre ampie sezioni d’alveo garantiscano i necessari deflussi. Ho paura che sia un problema di misure!
    Credo che la scelta operata, di ridisegnare l’alveo di magra del fiume, abbia portato a dover garantire manutenzioni più frequenti di quelle a cui si era abituati.

  5. Luca ha detto:

    Su quanta acqua passa a Latisana esistono solo delle stime e sembra che quelle attualmente disponibili siano molto poco attendibili. Sono in corso da un paio d’anni degli studi da parte di un’Università (ma pare Padova, ma non sono sicuro) che dovrebbero dare dei valori molto prossimi alla realtà.
    Premetto poi che neanche io sono un idraulico ma penso che quello che è stato detto da Ernesto sia corretto. La dinamica di formazione della “spiaggia” nel lato San Michele è appunto dovuta alla normale perdita di capacità di trasporto di sedimenti in quel lato, cosa che prima dei lavori non accadeva in quanto l’ansa era molto meno accentuata e il flusso della corrente meglio distribuito. Altra conseguenza di questo spostamento della corrente è la famosa isola che compariva tra i ponti.

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