Vida, lettera sullo spazio giochi e poi cassonetti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Spazi gioco per ragazzi a Latisana, di Sergio Cecchi
Buon giorno,
sono un genitore di due ragazzi di 16 e di 8 anni. Volevo mettere in evidenza come nel nostro comune, da Latisanotta fino a Bevazzana, praticamente non esistano spazi per il gioco per i bambini e i ragazzi di Latisana. Se un genitore avesse la “strana” idea di andare a fare due tiri di basket o due calci al pallone con i propri figli dovrebbe iniziare una vasta e capillare ricerca che lo porterebbe, alla fine, ad usufruire di un campetto posto nel territorio comunale di Palazzolo. Naturalmente, queste “migrazioni” tendono a disincentivare i bambini e i ragazzi ad uscire di casa, mollare i videogiochi e mettersi a giocare. Come in altre realtà regionali e della friulana, credo sia una cosa normale che anche le diverse zone del nostro Comune debbano avere degli spazi attrezzati per il gioco, dove i nostri ragazzi  possano passare qualche ora nel pomeriggio in alternativa al stazionamento fisso davanti ai videogiochi o nei bar. Da quando abito a Latisana (da circa 16 anni) ho assistito a ciclici dibattiti su argomenti molto importanti quali: le difese dalle piene del Tagliamento; le iniziative per il commercio; il lascito per gli anziani ecc., ma mai ho sentito un amministratore dire due parole sul fatto che a Latisana i bambini e i ragazzi non possono andare a giocare in uno spazio pubblico. L’unica risorsa a disposizione è l’oratorio, ma sappiamo quali problemi questa struttura debba affrontare senza contare che i campetti sono spesso affollati ed è chiusa nei giorni festivi, quando i genitori non lavorano e potrebbero giocare con i figli. Latisana è uno dei pochi Comuni nel FVG a non avere quasi nessuno spazio di gioco per i giovani. Per chi come me proviene dall’esperienza dei ricreatori comunali di Trieste è chiaro che questa situazione rappresenta una profonda ingiustizia sociale nei confronti dei minori. Lo so bene che le risorse finanziarie sono scarse e che il Comune deve fare fronte a numerosi importanti compiti, ma credo che i costi necessari per garantire un minimo di strutture di gioco non siano così rilevanti. In ogni caso, sono sicuro che si potrebbero trovare modalità innovative di realizzazione e di manutenzione di tali strutture. Ad esempio, a Latisanotta – dove abito – è molto forte l’iniziativa comunitaria degli abitanti in occasione dell’organizzazione di feste rionali. Secondo me i cittadini sarebbero pronti a collaborare anche per la realizzazione di spazi di gioco per i nostri bambini e ragazzi. Basta avere un po’ di fantasia e desiderio di trovare le soluzioni.
Vi ringrazio per il vostro spazio.

Enrico Vida non c’è  più.


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E’ morto alla soglia  degli 87 anni, li avrebbe compiuti tra un mese, Enrico Vida. Lo ricordiamo con stima sui banchi del Consiglio Comunale, per alcune tornate amministrative, sempre tra le file del M.S.I. . Ai tempi di Sette prima e di Moretti poi seppe rappresentare la destra seria e pacata  di Latisana; mai sopra le righe, mai facinoroso pur ai tempi delle divisione ideologiche. Il suo accordo politico era una semplice stretta di mano; favorevole o contrario lo sapevi prima e lo sapevi coerente. Sensibile ai problemi di Latisana, sapeva anteporre i bisogno di tutti alle ideologie del partito, cui è sempre stato fedele. Lascia la moglie Annamaria e due figli; i funerali oggi, mercoledì alle 15.00 in Duomo. Mandi Enrico.

A Settembre il “cassonetto di prossimità”

Rivoluzione ambientale a Latisana, altra novità della giunta Benigno. Entro un mese NET e Comune si troveranno alo stesso tavolo in Municipio per discutere su tempi e modi per far decollare il progetto “cassonetto di prossimità”. Si tratta, per Latisana, di un “ritorno al futuro” ovvero della separazione dell’umido dall’indifferenziato secco, come si era tentato di fare anni fa con la distribuzione dei sacchetti biodegradabili appunto per le immondizie fresche e deperibili (frutta e verdura prevalentemente). Il nuovo sistema prevede la scomparsa dei grandi cassonetti, l’aumento dei punti di raccolta e la predisposizione di contenitori dal coperchio colorato e destinato a una iniziale separazione delle immondizie. Plastica e carta andranno separati al pari, appunto, dell’umido e del materiale non riciclabile. Il sistema è diverso sia dall’attuale che da quello tipo “porta a porta” adottato, per esempio, a San Michele al Tagliamento e che comporta la migrazione quotidiana di molte persone attratte dalla comodità del cassonetto grande, oltre che un costo enorme per il Comune. A settembre questo cassonetto grande  sparirà e Latisana adotterà la formula che dovrebbe garantire di superare il 65% di differenziata imposto dalla legge e puntare all’eccellenza dell’80%.

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