Vongole e internet, cefali e globalizazione: ri scoppia la guerra in Laguna

Latisana a fianco di Lignano Sabbiadoro contro gli usi civici maranesi

Già immaginiamo la scontro in Laguna: se la Lega Nord può schierare milioni di baionette contro Roma Ladrona,  Latisana metterà in barca orde di pescatori, armati di canna da pesca e di matita per rivendicare vecchi e nuovi diritti e abitudini e combattere i neo veneti dell’enclave maranese. Dicevo armati di canne da pesca, perche il materiale del contendere è il diritto, o il divieto di pescare, ma armati anche di matite perche tra un anno a Latisana si vota e


quindi l’assessore di Latisana Cesare Canova  (che ha l’attività commerciale a Marano Lagunare) si schiera a fianco dei locali Sanpei e annuncia la riapertura del ricorso al Tar contro l’ordinanza del 2001 del Comune di Marano Lagunare. Questa ordinanza in pratica riprendeva la questione degli usi civici e permetteva ai soli maranesi il diritto di pesca nelle acque della Laguna di Marano. L’origine di questo “diritto” è antichissima e le Comunità lagunari (Marano e Grado) vantano il riconoscimento di diritti di uso civico a loro favore, in particolare il diritto di pescare e cacciare nelle acque lagunari fin dai tempi dei Patriarchi in base ad antichi documenti disponibili, quali il Libro dei regolamenti del 18 luglio 1420; la “sentenza della rason vecchia” della comunità di Venezia del 1452 sulla vertenza tra Marano e Grado. Nel 2001 il sindaco di quella cittadina stupenda emanò appunto questa ordinanza scatenando la guerra (e i ricorsi al TAR) di Latisana e Lignano; qualche tempo dopo l’ordinanza venne sospesa e tutto ritornò alla normalità, con appassionati e pensionati che si portavano a casa la “cena” fatta di qualche pesce o rari molluschi. In luglio di quest’anno Marano Lagunare, visti i tempi di crisi e la carenza di materia prima, ha pensato bene di riattivare tale ordinanza, scatenando la Polizia Comunale a caccia di “ladri” di pesce e avvisando i Sanpei lagunari delle multe in arrivo. Da qui la discesa in campo del nostro amministratore latisanese che serve a tavola il pesce di Marano Lagunare (almeno speriamo si serva dai suoi conterranei di attività) e che difende appunto il diritto di andare due orette in Laguna a pescare quel che poi finisce in padella in famiglia o tra amici. A ben guardare pare una baruffa anacronistica e occorrerebbe un po’ di buon senso: un conto è la pesca professionale, fatta con reti e barche, a scopi commerciali, altro conto è la batela con due canne da pesca o meglio ancora la lenza calata dall’argine per il piacere della grigliata fatta in casa. Se Marano Lagunare vuole tornare al 1400…. Sarà difficile: in fin dei conti basterebbe mettere una tassa sulla licenza da pesca e con quella rimpinguare la Laguna, perché il vero problema è che di pesci ce ne sono sempre meno. Meditate maranesi meditate.

Il Bacucco

Condividi il post!

PinIt